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La strega della tv
All’anagrafe Vanna, sostituì la V in W come unico vezzo del proprio nome d’arte. Una carriera da televenditrice travolgente, deve la sua notorietà all’approccio diretto, spregiudicato e aggressivo impiegato per anni nei programmi da lei condotti nel circuito delle tv commerciali. Una strategia comunicativa fondata su un eloquio violento, urlato e sprezzante che la Marchi imponeva ai suoi spettatori, per lo più casalinghe che venivano spronate a liberarsi delle proprie mediocrità per diventare persone di successo come lei. Una vita sotto i riflettori: eccentrica, amata o odiata, ha saputo rialzarsi dopo una bancarotta causata dall’avventato investimento su un profumo. Ma il prezzo per rialzarsi è stato decisamente alto. Da sempre abituata a promettere l’impossibile, dal dimagrimento lampo spacciato attraverso la promozione di innocui intrugli di alghe alla passione amorosa da indurre per mezzo di profumi maleodoranti, al suo rientro nel mondo dello spettacolo cambiò strategia di vendita mettendosi a “dare i numeri”. Nei programmi del nuovo corso infatti, Wanna Marchi proponeva ai telespettatori sequenze di numeri fortunati che, nel momento in cui puntualmente non fossero usciti, diventavano segno inequivocabile di malocchio e sventura, trasformando la vita delle potenziali vittime in incubi: il rimedio sicuro offerto dalla micidiale teleimbonitrice consisteva nell’acquisto di assurdi riti magici venduti a prezzo d’oro che hanno mandato sul lastrico migliaia di famiglie. Condannata in Cassazione a 9 anni e 6 mesi di carcere per associazione a delinquere finalizzata alla truffa.
 
La figlia
Il suo ruolo nelle televendite era quello di assistente e comprimaria della madre, e probabilmente la mente dietro i momenti più disastrosi della carriera di Wanna Marchi – il fallimento e la truffa – era la sua. Il rapporto simbiotico e morboso con la madre, la vita sentimentale tormentata, la spregiudicatezza negli affari fanno di Stefania Nobile il personaggio più negativo, per alcuni diabolico, dell’intera vicenda. Condannata in Cassazione a 9 anni e 4 mesi e 9 giorni di carcere per associazione a delinquere finalizzata alla truffa.
 
Il mago
In arte Mago Do Nascimento, sedicente maestro di vita, condannato in contumacia a 4 anni per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, attende la grazia per rientrare in Italia. Maggiordomo di lusso, protagonista della movida gay milanese, Wanna Marchi ne intuì le potenzialità nel mondo dello spettacolo e ne fece un personaggio pubblico. L’avidità lo convinse stare al gioco, conscio del male che stava facendo. Oggi si dice pentito, ma forse è troppo tardi.

Francesco Campana

Secondo marito di Wanna, il suo ruolo nella truffa è stato meno importante, secondo la moglie inesistente. Eppure sapeva molto, forse tutto, e se davvero un tesoro da 50 milioni di euro della Marchi è scomparso nel nulla, l’unica magia di questa orrenda vicenda è riuscita a lui. Condannato in Cassazione a 3 anni di carcere per associazione a delinquere finalizzata alla truffa.

Raimondo Nobile

Compagno di vita e artefice del successo di Wanna Marchi, fino al divorzio. Con lei divise gli esaltanti e inarrestabili successi e il crack finanziario, sfociato nell’arresto. La sua testimonianza per ricostruire personalità della televenditrice e avvenimenti dei primi anni è decisiva.

Piergiuseppe Cananzi

All’epoca capitano, oggi maggiore della Guardia di Finanza, condusse l’operazione “Tapiro salato” che portò all’arresto dei responsabili della truffa.

Fosca Marcon
Una casalinga come tante, fino a quando non hanno tentato di truffarla, trovando all’altro capo del telefono la donna che avrebbe innescato la bomba che, nel giro di pochi giorni, portò l’Asciè alla disfatta.







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